Io sono uno solo. Posso fare solo ciò che uno solo può fare. Ma quello che uno può fare, io lo farò! – John Seymour
Sono trascorsi più di due anni dal nostro rientro in Italia. Il viaggio in Islanda, divenuto un film che – a breve – sarà di nuovo disponibile in DVD, ci ha insegnato molto, confermando quelli che erano i miei propositi iniziali: viaggiare in chiave offgrid e gas free, senza bisogno di appoggiarci a campeggi e aree sosta. Così è stato, un progetto ambizioso, la cui intensità ha lasciato un segno indelebile. Anzi, un sogno indelebile: il sogno di passare da una vita on the road a una vita in autosufficienza. In fondo il camper è una casa su ruote, e allora perché non trasformare la propria casa in un gigantesco camper… senza ruote? I presupposti c’erano tutti: abbiamo viaggiato in lungo e in largo per 10 anni con il nostro minivan, prima usando il gas, poi staccando la bombola, e infine utilizzando solo apparecchiature elettriche. Nel mentre, dal 2019 in poi, abbiamo acquistato un vecchio maneggio finito all’asta, avviando la costruzione di quella che sarebbe diventata una casa in bioedilizia (legno, paglia e terra cruda).
Da allora ho sperimentato veramente una miriade di soluzioni: un impianto per la raccolta e il trattamento dell’acqua piovana, diverse tipologie di sistemi per la produzione di corrente (fotovoltaico, micro-eolico e perfino idroelettrico), una stufa ad accumulo, una vetrata bioclimatica, veicoli 100% elettrici (dalla moto BMW C-Evolution all’auto, una Renault Zoe)… insomma, una discreta esperienza che ci ha portati, senza rendercene conto, a gettare le basi per una vita offgrid e gas free. E così, complice il materiale fotografico e video accumulato in questi anni, ho deciso che i tempi erano maturi, quantomeno per il lancio di un canale YouTube. Il nome è il più semplice e diretto che poteva venirmi in mente. Due parole che racchiudono un mondo di saperi: Vivere Offgrid.
Indice dei contenuti
DAL TERMCOMPOST ALLA BIOPISCINA: I PROSSIMI VIDEO
C’è davvero l’imbarazzo della scelta in fatto di argomenti che ruotano intorno a un’esistenza staccata dalla rete. Laddove vengono meno i combustibili fossili, si aprono infinite alternative per scaldare l’aria, conservare l’acqua, cucinare, produrre energia e chi più ne ha più ne metta. Per quanto mi riguarda, parlerò degli argomenti che al momento conosco meglio: stufa ad accumulo, storage Bluetti, fitodepurazione, acque meteoriche, e magari qualche accenno all’autosufficienza alimentare, anche perché vorrei provare tecnologie innovative come i sistemi per l’idroponica e quelli per coltivare alghe indoor.
Tutto a basso impatto e tutto a ridotto consumo di risorse (acqua in primis), con l’obiettivo di condividere idee e spunti per staccarsi dalla rete nel rispetto possibilmente della legalità. A questo proposito vorrei rimarcare un presupposto essenziale: Vivere Offgrid non vuole diventare il ricettacolo di teorie strampalate come il negazionismo climatico, il novax, ecc, anzi. L’approccio è proprio il contrario, perché penso sia più utile uscire allo scoperto e dimostrare che vivere in questo modo è legale, piuttosto che nascondersi in qualche bosco per “scappare dal sistema”. Vuoi o non vuoi, il sistema è anche quello che ti assiste, ti offre una serie di servizi e ti permette in certi casi di ricevere aiuti economici concreti (vedi gli stessi assegni familiari di cui anche noi beneficiamo al momento). Per cui sì video sulla vita offgrid, ma senza imporre nessuna visione estrema e campata per aria.
NO TIK TOK, NO INSTAGRAM, NO FACEBOOK: SOLO YOUTUBE
A 40 anni ormai compiuti comincio a capire tante cose non solo sugli altri ma anche su me stesso. Una di queste è che non ho nessuna voglia di barcamenarmi con balletti su Tik Tok, reel su Instagram e contenuti che, in linea di massima, sono fatti per un consumo immediato. YouTube, come anche i blog (che però non hanno niente a che fare con i social media), è un mezzo di comunicazione tutto sommato ancora lento, dove puoi prenderti quei 20-25 minuti per spiegare le cose, mostrare ciò che stai costruendo, costruire un dialogo con il pubblico, tutto senza effetti speciali e filtri. Non so se sarà un progetto di lungo termine, ma so per certo che non farò nulla per “aumentare la mia fanbase”. Chi vorrà mi seguirà nel canale YouTube, chi non vorrà perché usa altri social… pazienza, non sarò io a cercarlo!
IL DESTINO DI QUESTO BLOG (E DI ERMANNO)
Che ne sarà dunque di questo blog? E del canale YouTube di Ermanno? E di Ermanno stesso? A queste domande non so ancora cosa rispondere, perché una volta che impari a vivere giorno dopo giorno, del futuro ti interessa fino a un certo punto. Posso dire con relativa certezza che non finisce qui, e che non ho nessuna intenzione di chiudere un blog che mi ha dato così tante soddisfazioni. Continuerò a pubblicare articoli e video, anche perché sono convinto che presto o tardi arriverà un nuovo furgone, probabilmente elettrico (con l’endotermico ho chiuso, grazie o per colpa di Ermanno) e finalmente torneremo a viaggiare come piace a noi. Non credo ci sia tanto altro da aggiungere. Si chiude una porta, si apre un portone. Ma questo non vuol dire che la porta venga demolita. È solo un cambiamento, e la vita, si sa, è fatta proprio di cambiamenti. Ci (ri)vediamo qui o su YouTube, decidete voi dove preferite.


