Todo es posible, nada es seguro – detto latinoamericano
In Colombia ci sono stato ormai una quindicina di anni fa, ma il ricordo di quel viaggio zaino in spalla è ancora vivo e vegeto nel mio cuore e nella mia mente. All’epoca la popolazione doveva ancora fare i conti con ciò che rimaneva delle FARC, le famose e famigerate Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, un gruppo armato (molto armato) che dettava legge in alcune zone del paese. Il nostro viaggio si concentrò sulla parte centro-settentrionale, un po’ per comodità e tutela personale (il sud è dominato dalla foresta amazzonica), e un po’ per gravitare intorno a Medellìn, dove viveva un’amica colombiana di Maddalena, tale Carminia. Quel viaggio rappresentò un secondo tassello importante nel mosaico sudamericano che avevo intenzione di costruire: dopo il Messico, visitato da solo qualche anno prima, sempre zaino in spalla, la Colombia sembrava richiamarci con promesse di sogni, gloria e avventure incredibili. Promesse che, inutile dirlo, furono tutte mantenute.
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SICUREZZA IN VIAGGIO, DALLE SPESE MEDICHE AL FURTO DI BAGAGLI

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Quando ho iniziato a viaggiare zaino in spalla gli smartphone erano appena arrivati in commercio, i social media praticamente non esistevano e dell’intelligenza artificiale non parlava nessuno. I rischi e i pericoli erano forse sottostimati, quantomeno per quelli che come noi partivano senza troppi preparativi. Oggi credo che in pochi si sognerebbero di partire senza un’assicurazione medica di viaggio a copertura di imprevisti e contrattempi. Se non altro per avere un minimo di tutele nel caso di spese mediche ed eventi simili. La situazione geopolitica è abbastanza caotica, sebbene la questione della guerriglia sia ormai un ricordo e la coltivazione di coca abbia lasciato piano piano negli anni il posto a caffè e cacao. Insomma, rispetto a vent’anni fa si può stare relativamente più tranquilli, ma un’assicurazione è comunque auspicabile averla.
IL NOSTRO TOUR: DALLA CAPITALE BOGOTA’ ALLA GIUNGLA
Il tour zaino in spalla che abbiamo intrapreso io, Maddalena e un caro amico dell’università ci ha visti partire dalla capitale Bogotà per mere questioni logistiche. Qui era infatti atterrato il nostro volo diretto da Venezia, lasciandoci all’Aeropuerto Internacional El Dorado. Dopo un giro della metropoli ci siamo diretti a nord, prima verso Medellin, poi a Cartagena de Indias, quindi a Santa Marta, da cui siamo partiti per un lungo e impegnativo trekking nella giungla (vedi prossimo paragrafo) e infine a Bucaramanga, cittadina piuttosto anonima e tuttavia con una discreta movida notturna. Tutti gli spostamenti sono avvenuti a bordo delle immancabili corriere sudamericane, pullman vecchiotti e rumorosi in grado di superare ogni possibile ostacolo e portare le gente del pueblo come anche i turisti meno schizzinosi praticamente ovunque, anche (e a volte soprattutto) dove manca l’asfalto.
IL TREKKING DI 5 GIORNI A TEYUNA, LA CIUDAD PERDIDA COLOMBIANA

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Sono convinto che il momento topico del nostro viaggio zaino in spalla in Colombia sia stato il trekking alla Ciudad Perdida, in realtà una delle tante “città perdute” del continente sudamericano. Chiamata dai nativi con il nome di Teyuna, quello che resta di questa antica città è immerso nella foresta della Sierra Nevada. E, cosa più importante, si può raggiungere soltanto a piedi. Il percorso è duro, con molte salite e un terreno che dire accidentato è fargli un complimento. Per questo nel pacchetto è compresa una guida e alcuni portatori che si occupano di condurre un asinello a inizio percorso, e di proseguire a piedi con i vivere in spalla nella parte dove nemmeno gli asini possono procedere. Si attraversano ruscelli, si passa su carrucole sospese da un lato all’altro dei dirupi, si dorme in amaca con un freddo pungente la notte e si cammina con un caldo soffocante di giorno. E al terzo giorno eccola lì, la Ciudad Perdida compare di fronte a noi con i suoi misteri e il suo fascino arcano.

Di motivi per recarsi in Colombia ne potrei elencare a bizzeffe, a partire dalla cucina dove, a parte quel dannato coriandolo che mettono ovunque, c’è davvero di che innamorarsi. Ma in cima alla lista, almeno per me, resta proprio questo ammasso di pietre sorvegliato da alcuni militari in divisa. Conquistare le vette della Ciudad Perdida è un viaggio nel viaggio, e spero che a distanza di vent’anni questa esperienza sia ancora preservata dal turismo di massa. Se andate in Colombia con il vostro zaino, il consiglio è di stare leggeri, sotto i 12 kg per intenderci: a parte eventuali trekking, camminare leggeri vuol dire stancarsi di meno e godersi di più gli spostamenti. Fatta la vostra assicurazione e tenuto a mente questo dettaglio, levate l’ancora e non preoccupatevi troppo: come recita un vecchio adagio sudamericano, in Colombia (e forse ovunque nel mondo), todo es posible, nada es seguro.




